mercoledì 6 gennaio 2010

ARTICOLO 1

art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Chi mi segue dal precedente blog su splinder, sa che una volta aperto questo non ho più toccato l'argomento politica anche e soprattutto per un senso di repulsione misto nausea che mi ha preso. Le ultime dichiarazioni del Ministro Brunetta però, ma hanno fatto rinascere quel senso di indignazione che bene si esprime con la frase "ma che cazzo sta dicendo?".
Per chi non sapesse di cosa stia parlando riassumo brevemente il fatto. Nell'ambito della lunga, interminabile ed inutile discussione tra maggioranza ed opposizione sul tema delle riforme costituzionali, Brunetta ha pensato bene di far scendere un carico pesante sul tavolo che è stato liquidato dalla maggioranza dei giornali come una boutade ma che, invece, secondo me è molto significativo di quale ideologia stia dietro a questo governo (e purtroppo una parte cospicua dell'opposizione). Sto parlando della modifica dell'articolo uno della costituzione ed in particolar modo della parte in cui si afferma che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Il Ministro, infatti, semplicemente ha detto che questo articolo non ha alcun valore pratico  ed è quindi superfluo e può essere ben modificato. 
Quello che la stampa non ha sottolineato a dovere,secondo me, è il motivo per cui i Padri costituenti hanno voluto iniziare la nostra carta proprio così e vi assicuro che in questo caso non c'entra nulla la divisone politica tra destra e sinistra. Semplicemente si è voluto sottolineare che il lavoro non è e non deve essere considerato una merce come le altre perchè dietro la parola lavoro c'è l'uomo, la sua fatica, la sua famiglia e la sua vita. Per questo motivo inserendo questa frase nell'articolo uno, i Costituenti hanno dato un valore di principio fondamentale al lavoro sottolineandone la sua importanza.
Ora, ovviamente, non è pensabile che Brunetta (oltretutto professore universitario di economia) non sappia queste cose, semplicemente pur non dicendolo apertamente lui è un liberista (anche se nello stato confusionale della politica italiana si professa un convinto socialista), e per il liberismo è naturale considerare il lavoro e l'uomo che lo produce come nient'altro che una variabile per produrre profitto, anzi più si tenderà a considerare il lavoro una merce ( e anche se non si dice, neanche una delle più importanti) più facilmente si potrà svalutare , negare cancellare a piacimento del capitalista.
Qualcuno molto probabilmente liquiderà questa mia, anche troppo lunga, filippica come il solito discorso da vetero comunista rompicoglioni (ed in fondo in fondo è vero), ma una cosa che mi è sempre sembrata molto strana in Italia è come mai non ci sia quasi nessuno (radicali esclusi) pronto a chiamare le cose con il proprio nome e a far battaglie per le proprie idee. Perchè i liberisti in Italia si devono chiamare riformisti o peggio ancora socialisti e non possono dire semplicemente "sì io sposo l'ideologia liberista e cerco di diffonderla?". Perchè bisogna nascondersi dietro giri di parole? Paura di perdere? 

1 commento:

Daddun ha detto...

Hai ragione soprattutto quando ti definisci un rompicoglioni! Lasciando stare la battute, comunque condivido quanto hai scritto: nel nostro Paese manca da tantissimi anni la volontà di prendersi delle responsabilità politiche e soprattutto di voler portare avanti un concreto progetto economico, sociale e culturale, più o meno condivisibile a seconda dei propri punti di vista. Lo ha fatto il centro sinistra incartocciandosi su se stesso e nelle proprie correnti distruttive, lo sta facendo ora il centro destra che praticamente "tira a campà" senza avere il coraggio delle proprie azioni. Brunetta ha buttato lì la questione dell'art. 1 della Costituzione per il semplice fatto, come tu hai scritto, che crede veramente che tale punto sia inutile. Credo che sia il pensiero di molti nel centro destra, ma nessuno ha appoggiato apertamente il ministro. Appunto: nessuna responsabilità.
Daddun