sabato 29 novembre 2008

IL RITORNO DI LOGAN!!!





Sale l'entusiasmo intorno a "X-Men Origins: Wolverine", la pellicola spin-off dei tre "X-Men" che vedrà tornare nei panni del famoso artigliato mutante il lanciatissimo Hugh Jackman. Nel mese di dicembre, la rivista Empire dedicherà al personaggio la sua copertina, nonché un approfondimento con le interviste a Jackman stesso e ad altri membri del cast. Nel frattempo, sono state diffuse in anteprima la copertina in questione e una nuova immagine ufficiale, nonché varie foto tratte da sequenze del film, tra cui una prima immagine di Taylor Kitsch nei panni di Gambit.
"X-Men Origins: Wolverine", inteso dalla 20th Century Fox anche come banco di prova per eventuali futuri spin-off mutanti, è diretto da Gavin Hood su sceneggiatura di David Benioff. Interpreti della pellicola, oltre a Jackman, saranno Liev Schreiber e Danny Huston, rispettivamente nei ruoli di William Stryker e di Victor Creed/Sabretooth. La pellicola conterrà anche abbondanti cameo di mutanti, tra cui il Deadpool interpretato da Ryan Reynolds, a sua volta in odore di spin-off.

lunedì 10 novembre 2008

MITICO!!!!!

È finalmente stato reso noto il nome del regista di "First Avengers: Captain America", il film dei Marvel Studios incentrato sull'eroe a stelle e strisce: si tratta di Joe Johnston. Johnston ha già diretto film come "Jumanji", "Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi", "Jurassic Park III" e "Hidalgo", ma è famoso perlopiù per il suo ruolo nella produzione degli effetti visivi nella prima trilogia di "Star Wars" e "I predatori dell'Arca Perduta".

Il film, presumibilmente ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, uscirà nelle sale americane il 6 maggio del 2011 e costituirà un preludio al film "The Avengers", in uscita appena due mesi dopo.

BRAVI!!!!!!!


Riprendo l'ottimo video pubblicato da CreezDogg che riassume un po' quello che tutti pensano di Facebook ma non hanno il coraggio di dire.

sabato 8 novembre 2008

QUANTUM OF SOLACE



Ieri sera sono andato con Daddun, Monica delle bottiglie e Shininghead a vedere il nuovo capitolo della saga di zerozerosette, intitolato Quantum of solace. Devo dire che tutto sommato non mi è dispiaciuto affato, certo è meno bello rispetto al precedente episodio sempre interpretato da Daniel Craig, ma secondo me quello è stato un po' un capitolo a parte. Infatti se chiedete a un qualsiasi fan di Bond, quale io sono, che porcherie ha dovuto vedere negli ultimi anni, prima della rivisitazione della spia più famosa del mondo dovuta all'ottimo sceneggiatore Paul Haggis, vi dirà che tutto quello che sta uscendo ora è solo manna.
La pecca più evidente di questo film è una sceneggiatura scarna, ridotta all'osso, e troppo virata sull'azione, se dovessimo contare le scene di dialogo penso basterebbe una mano. E' molto evidente l'avvicinamento di bondo ad un'altra spia, diventata ultimamente famosa, ovvero Jason Bourne. Ci sono fortissime affinità tra quantum of solace e Bourne ultimatum, secondo episodio della serie interpretata da Matt Damon. Questo porta un po' a snaturare il personaggio, quasi sparita l'ironia che contradistingueva Bond, e allo stesso modo spariscono tutte uqelle caratteristiche un po' dandy che ogni fan sapeva a memoria (il gioco di carte preferito, il cocktail che beveva sempre ecc.). Questo però secondo me non è un difetto anzi, troppo spesso nei film di 007, Bond era ridotto ad un clichè che non aveva nulla da dire ma si limitava a ripetere sempre le stesse battute indipendentemente dal contesto. Ora invece Bond è una persona, che agisce non più solo sulla base dedlgi ordini ma soprattutto spinto dalle sue emozioni (rabbia e dolore per la morte dell'amata Viper) che lo portano a crearsi una corazza di cinismo nei confronti del mondo.
Insomma guardatelo, è un film interessante e ben fatto, con scene d'azione spettacolari.

venerdì 7 novembre 2008

EVENTO STORICO


Quello che è sucesso in questi giorni mi ha dato la fortissima impressione di aver vissuto un momento fondamentale della storia. Non so se Obama sarà all'altezza delle enormi aspettative di cui non solo gli elettori americani hanno caricato la sua elezione, ma il solo vedere Jesse Jackson e tantissimi altri che hanno sempre combattutto per i diritti civili, piangere come delle fontane al momento della sua vittoria a me ha commosso profondamente.
Adesso viene la parte più difficile.
Aggiungo solo una postilla, oltre allo spettacolare discorso che il senatore di Chicago ha fatto dopo la certezza della sua vittoria, bisogna aprezzare anche quello di McCain, che dimostra una volta di più cosa significa fare veramente politica. Rispetto all'Italia siamo in un altro universo.

mercoledì 5 novembre 2008

L'INCONTRO CON DIO



Sabato insieme a Shininghead, Scolopendra e Stefania siamo andati in quel di Lucca per l'annuale fiera del fumetto. Come sempre è stat una figata, perchè la possibilità di incontrare sceneggiatori e disegnatori va al di là di ogni possibile incazzatura per code, tempo ecc.
Quello che però non mi aspettavo, era la possibilità non solo di incontrare ma anche di avere una dedica dal mio disegnatore preferito. Sto parlando ovviamente di John Romita Junior, disegnatore di tutti i più importanti fumetti marvel dall'uomo ragno ai fantastici quattro. Sapevo benissimo che sarebbe stato ospite della fiera, ma Daddun merda a cui avevo chiesto di controllare in che giorno si sarebbe presentato mi aveva detto che ci sarebbe stato solo di domenica (e poi per evitare la mia ira si è inventato una influenza il giorno prima della partenza). Potete quindi immaginare la mia gioia quando, andando allo stand della panini per insultare Marco Marcello Lupoi, capo editor che non pubblica tutto quello che esce in america della marvel, ho visto un tabella in cui si diceva che da lì a un'ora Jr sarebbe arrivato per firmare autografi.
Ho subito comprato il volumetto celebrativo fatto dalla Panini appositamente per l'evento e mi sono messo buono buono ad aspettare. Quando John si è presentato c'era una fila sterminata di persone che ha bloccato tutto l'enorme padiglione della fiera dedicato agli editori, dopo una serie di gomitate, spintoni, testate e sputi in faccia sono arrivato davanti a Dio e nel mio inglese oxfordiano sono riuscito a dirgli "my name is Paolo" allungandogli la copia del volumetto. John, sorridente come non mai, ha un po' tutti i cliche degli italoamericani ovvero pettinatura anni '80,anellazzi al mignolo e la tipica parlata siculoamericana "bravi bravi, mia familia, bravi" sono state le uniche parole che ha detto, mi lasciato la dedica che vedete nella foto. Comunque alla fine dopo un'altra serie di gomitate, sputi ecc. sono riuscito ad uscire dalla bolgia felice come non mai. Adesso il prossimo obiettivo è Neil Gaiman, che quest'anno doveva essere ad una conferenza ad Imperia, poi saltata. Speriamo nell'anno prossimo.